mercoledì 22 agosto 2012

Progetto Nuovo Paradigma: volume 1 - Cap. 1

Capitolo I

Questo è un momento nell’evoluzione del pianeta che porta alla sommità dei pensieri di ogni individuo la domanda “perché io”, “perché adesso” e che cosa sta veramente succedendo nella realtà di questo momento, nell’attuale esperienza temporale. Cosa sta realmente succedendo dietro gli episodi di vita che stiamo percependo attraverso i nostri cinque sensi? Perché c’è questa sensazione che in questa storia c’è dell’altro, qualcosa che va oltre le apparenze. Chi ha, appunto, macchinato tutto questo, e sta manovrando il gioco. E’ veramente un gruppo di tizi che è al comando? Se fosse così, allora è tutta questa faccenda riguardante Dio un imbroglio? C’è chi crede che questa sia la vera essenza dell’attuale scenario. Fortunatamente, per il bene di tutti, la verità non è questa.

La verità è che ci sono multipli livelli di attività dietro quello che appare come un’opera teatrale di incredibile grandezza. Ma chi allora sta scrivendo i copioni per i personaggi, è qual’è l’obiettivo della trama sceneggiata? Ti sorprenderebbe scoprire che tu stai scrivendo le righe del copione, e finché non individui l’obiettivo della trama, l’obiettivo non esiste? Se questo fosse, in effetti, il caso, allora quali degli individui su questo pianeta possono individuarne uno? Bene, esiste appunto un gruppo di persone (focused group) focalizzato su un particolare obiettivo, che ha deciso di volerlo realizzare nell’ambito di questa trama teatrale. Esiste però un problema: nell’ambito di questa opera teatrale essi hanno deciso di sposare una logica che non è in armonia con il Creatore del palcoscenico e del teatro sul quale verrebbe eseguita questa rappresentazione teatrale. Infatti, questo focused group ha in mente un finale con una grande sorpresa per il pubblico e per gli attori sul palcoscenico. Essi intendono, alla fine, distruggere gli spettatori, gli attori, il palco, ed il teatro.

Visto che il Creatore di questo teatro ama questo particolare teatro e lo considera un progetto prediletto, questa idea non Lo attira per niente. Visto però che Lui non ostacola le presentazioni creative che vengono prodotte nell’ambito di questo teatro, Lui sta sperando che il pubblico, gli spettatori, decidano in proprio di fare dei cambiamenti. C’è un genere di presentazione che comporta una partecipazione degli spettatori che va oltre la semplice osservazione della rappresentazione. L’imprenditore del teatro però si chiede, nel caso in cui la rappresentazione teatrale divenisse sufficientemente detestabile, gli spettatori semplicemente se ne andrebbero ritirando la propria attenzione?

Questo permetterebbe agli attori ed i direttori di scena di auto distruggersi, però il proprietario del teatro non vuole che, insieme a loro, venga anche distrutta la sua proprietà. Egli spera che il pubblico trovi una soluzione diversa. Magari potrebbe esserci una partecipazione da parte del pubblico che potrebbe forse introdurre dei nuovi personaggi nella trama, ed essi a loro volta potrebbero crearsi un proprio copione. Se si potesse introdurre una nuova story line con personaggi che potrebbero cambiare il finale, allora la performance teatrale potrebbe essere una commedia, o un mystery o una love story anziché una tragedia. Forse la partecipazione degli spettatori potrebbe veramente creare un nuovo genere di esperienza. Anziché profilare la ripetizione di esperienze già conosciute, non potrebbero gli spettatori, nell’ambito del loro intenso desiderio di cambiare la story line, tirare fuori uno scenario creativo che comprenda delle possibilità esperienziali non ancora provate? Perché no? Maggiore è il desiderio di cambiamento, maggiore è l’opportunità per creare nuove “narrazioni” con il potenziale di espandere i confini esistenti. Nell’ambito della spontaneità di un focus di gruppo dove non esiste un livello di leadership che controlla accademicamente il proprio scopo specifico, il concepimento di una realtà esperienziale che va oltre i temi ordinari non solo è possibile, ma è anche probabile. Con quale scopo viene istigata questa discussione? E’ il momento che ti risvegli e ricordi la tua responsabilità di cambiare la destinazione del percorso che ora qualcuno ti sta spingendo a prendere. Non sei più semplicemente guidato verso quel percorso, ti ci stanno proprio spingendo. Il tutto è ormai in uno stadio in cui la resistenza non può più avere successo; dovrai pertanto cambiare la destinazione del percorso in qualche altro modo. E’ necessario letteralmente “creare” un modo, un qualcosa, che porterà una soluzione. Nulla che hai fatto sin d’ora porterà un cambiamento a questa situazione. Quelli che vi hanno portato fino a questo punto conoscono così bene la natura umana che ogni possibilità che ti possa venire in mente è già stata bloccata. Ogni cellula di resistenza è ben nota a loro ed a queste cellule è concesso di esistere solo perché esse hanno uno scopo nel loro progetto. Queste verranno usate da loro come esempi grafici di quello che loro, appunto, non permetteranno.

Ora dovete capire che per l’umanità esiste una via di “passaggio” che consente di attraversare, trascendere, questa esperienza, ma dovete assumere un atteggiamento creativo, non una postura di resistenza. Questo è quanto loro non si aspetterebbero da voi, sulla base dei vostri modelli di esperienza del passato. Vi posso garantire che la vostra storia è stata analizzata e studiata a tale punto da menti e modelli computerizzati, che la loro conoscenza di voi raggiunge livelli che non vi potreste nemmeno immaginare. Ogni scenario reazionario è stato sezionato a livello cellulare e sono state pianificate azioni restrittive atte a bloccare qualunque di questi possibili scenari. Oggi siete di fronte alla vostra possibile estinzione a meno che non facciate un salto cosmico che vi porti ad un livello di immaginazione creativa che annullerebbe completamente i loro progetti. Non avete dei computer vostri? Non potete collegarvi a gruppi creativi di discussione e chiedere di accedere alla mente di ciò che vi ha creato? “Dove due o più di voi sono riuniti insieme nel mio Nome (nell’ambito di un desiderio collettivo focalizzato verso una comprensione armoniosa), là ci sono anche io.”
Pianti e suppliche per essere salvati da questa situazione da Dio, o Gesù, Buddha o Maometto non funzioneranno. Voi avete permesso a questo male di discendere su di voi, e siete voi, individualmente e collettivamente, che dovete prendervi la responsabilità di concepire la soluzione, questa soluzione. Un nuovo cambiamento di coscienza deve avvenire dentro di voi. Non tutta l’umanità sceglierà di partecipare. Alcuni nasconderanno le loro teste nella colpa e strisceranno nel proprio vittimismo. Così sia. Lasciateli fare. Non avete tempo per reclutare nessuno in quell’ambito di persone perché quale creatività potrebbero essi offrire? Questa è una chiamata rivolta alla coscienza di quelli che hanno la forza caratteriale per porsi ai vertici della propria consapevolezza e decidere che non si può permettere a questa situazione di continuare verso il completamento che è stato pianificato. Anche quelli che si trovano nel mezzo di (collaborano con) questo abominevole progetto non hanno la minima idea che la fine, il completamento del progetto, è proprio l’estinzione. Sfortunatamente, il progetto non comporta solo l’estinzione delle persone e del pianeta, ma anche di sfere esistenziali che vanno oltre la possibile immaginazione.

Come farete? Come può esserci un cambiamento, nel mezzo di una simile mancanza di conoscenza di chi e di cosa siete? Ora, finché c’è ancora tempo, prima che il cappio si stringa, è ancora possibile un certo movimento sul pianeta. Gruppi di persone si troveranno insieme per espandere la loro consapevolezza, per invocare l’aiuto delle più alte fonti di conoscenza affinché esse li assistano nel concepimento di un modo nuovo di vivere l’esperienza della vita manifestata. Questo non deve essere la copia di una precedente esperienza. Deve essere letteralmente un salto concettuale, non nella sua interezza, ma nell’invocazione dell’intelaiatura iniziale di tale esperienza. Questo non è un processo che può essere spiegato in termini semplici. E’ vago nel momento iniziale in cui viene concepito come una possibilità, ed è giusto che sia così. I noti confini delle nostre esperienze devono essere sorpassati. Un compito sovrumano? Sicuramente, ma per niente impossibile. Dalla sfida nata dal desiderio e dalla necessità nasce la concezione di ciò che è diverso.

Ma è già stata presentata in passato questa opportunità al genere umano presente su questo pianeta? Certamente, ma ogni volta il genere umano è ritornato sulle note vecchie strategie. Oggi se esiste questa situazione è perche essa è una creazione del genere umano. E’ sempre stato il suo compito fare questo salto, ed ora lui (il genere umano) ha messo le cose in modo tale che il salto lo deve fare veramente oppure deve affrontare la possibilità di cessare di esistere. Tutto questo è opera del genere umano. Il genere umano non deve incolpare nessun altro, perciò ci deve essere una virata di 180 gradi dal passato, dal rifiuto di questo progetto fatto da lui in passato, verso la piena presa in carico del progetto con risolutezza e dedizione.

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